martedì 16 gennaio 2018

L'anima letteraria di Trieste

Trieste, città di frontiera

Trieste. Una città bellissima, cosmopolita, che mescola tradizioni italiane, austroungariche, slave e che gli amanti della lettura troveranno sicuramente molto affascinante.
La città ha un centro storico pulito ed elegante, ricco di palazzi ed edifici in stile liberty, un'enorme piazza, Piazza Unità d'Italia, tra le più belle che abbia mai avuto la fortuna di vedere, aperta sul mare e dominata dal maestoso Palazzo Municipale. È una piazza in cui passerete spesso, perché vorrete vederla da tutte le angolazioni e con tutte le luci possibili e non vi stancherà mai.
Ha un castello e una cattedrale che dominano la città dall'alto, un secondo Castello, quello di Miramare, poco fuori dalla città, voluto da Massimiliano d'Asburgo, che si affaccia sul mare ed è di una bellezza sconfinata. Ha un sito votato alla memoria, la Risiera di San Sabba, l'unico campo di concentramento dotato di crematorio sul territorio italiano.
Ha la bora, che vi soffierà forte in faccia o nella schiena, mentre cercate di godervi il tramonto sul Molo Audace, o di scattare una foto con la fotocamera che si sposta di qua e di là.


Piazza Unità d'Italia [foto mia]


Trieste letteraria

Ora veniamo a quello che mi ha fatto o davvero innamorare di Trieste e cioè la sua anima letteraria che si riflette nelle tantissime librerie, nei caffè storici, nelle strade e nelle piazze, e che contribuisce ad aumentarne notevolmente il fascino.
Camminando per le strade vi imbatterete ad esempio nelle statue di tre grandi scrittori come Italo Svevo, Umberto Saba e James Joyce: i primi due triestini di nascita e profondamente ispirati dal fascino della loro città, l'ultimo invece irlandese ma ospite di Trieste per molti anni, anch'egli influenzato dall'anima mitteleuropea.
E non è tutto, vi è ancora la libreria nella quale Umberto Saba lavorò dal 1919, oggi libreria antiquaria che porta proprio il suo nome. Io purtroppo non ho potuto visitarla, probabilmente era chiusa per ferie dato che ho tentato praticamente in qualsiasi orario ma senza successo. Oltre a questa sappiate che vi imbatterete in tantissime librerie, non solo le principali catene ma anche le indipendenti, e che mi sono sembrate davvero tante (ma mai troppe) per una cittadina di 200.000 abitanti.
Un'altra cosa che non vi potete perdere sono i caffè, su tutti il San Marco, fondato nel 1914 e da sempre ritrovo di intellettuali, nonché fucina dell'irredentismo nei suoi primi anni di attività. Ad oggi dopo varie ristrutturazioni è ancora una meraviglia, in stile secessione viennese, coi soffitti alti ed affrescati, il bancone in legno e la cura nella disposizione delle bottiglie e dei prodotti che lo rende uno spettacolo per gli occhi. In più è dotato di una libreria interna e vi si svolgono anche mostre e presentazioni: una cosa imperdibile insomma per noi bibliofili. Ah, spesso ci va anche Claudio Magris, infatti un pomeriggio lo abbiamo incrociato.
Un altro locale dove respirerete il fascino di Trieste, e dove noi siamo stati più di una volta a bere una buona Ribolla Gialla, è l'Antico Caffè Torinese, che al contrario del San Marco è davvero piccolino ma anch'esso imperdibile e con una bella storia alle spalle: ha ancora lo stesso bancone in stile liberty di un tempo ed è stato aperto nel 1919 da un ebanista che già aveva curato interni di lusso di molti transatlantici.


Interni del Caffè San Marco [foto mia]
James Joyce [foto mia]





















Non voglio scrivere troppo perché ho paura di diventare noiosa o troppo didascalica, ho cercato di parlarvi di tutto quello che mi ha fatto amare questa città, soffermandomi più che altro sulle cose che mi hanno colpito di più e quindi sulla sua anima letteraria e cosmopolita. Se comunque qualcuno volesse sapere altro perché magari pregusta un viaggio a Trieste mi faccia sapere, vi rispondo volentieri.  
Ah, ovviamente il cibo è SPETTACOLARE, ma se iniziavo a parlare pure di quello scrivevo cento pagine.

:-)


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