sabato 23 giugno 2018

La guerra delle librerie

Titolo: La libreria del buon romanzo
Autore: Laurence Cossé
Editore: E/O
Anno di edizione: 2009






Giallo? Romanzo colto? Manifesto della letteratura di qualità?
“La libreria del Buon Romanzo” è un mix tra queste tre cose, e devo dire che è un libro che ho amato molto nella sua particolarità, anche perché come atmosfere mi ha ricordato uno dei miei libri preferiti e cioè “L'eleganza del riccio”.


Nonostante fin dall'inizio si parli di misteriose aggressioni ai danni di persone insospettabili, appare evidente nel proseguo della lettura come la vera protagonista di questa storia sia la libreria "Al buon romanzo", alla quale tutte queste persone sono legate. Le vittime fanno infatti parte del Comitato (teoricamente segreto) di scrittori ed intellettuali francesi, che aiuta i librai Ivan e Francesca nella scelta dei romanzi da mettere in vendita. Sì, perché la particolarità di questa libreria è proprio quella di vendere solo “buoni romanzi” scelti sia tra le nuove uscite, ma soprattutto tra opere del passato e libri meno conosciuti, perlopiù snobbati dalle grandi librerie di catena. 
Grazie all' espediente narrativo di un'indagine relativa alle aggressioni, ci viene pian piano svelata la storia di questa curiosa attività nel cuore di Parigi, passando non solo attraverso le vite e le esperienze dei librai, ma soprattutto in modo da mettere in luce il funzionamento del mercato librario, il ruolo sempre più importante di marketing e pubblicità, la spinta che editori e case editrici scelgono di dare a certi titoli piuttosto che ad altri, i modi in cui le librerie vengono rifornite e come i clienti vengono attratti da offerte e scontistica. 
Proseguendo con la lettura ci rendiamo conto di come la nascita di questa libreria porti curiosità e scompiglio all'interno della fervida vita culturale parigina, ma non sempre attraverso reazioni positive, anzi: si va dalle accuse di snobismo, alle calunnie ed offese personali, fino ad arrivare alle fatidiche aggressioni fisiche di cui si parlava all'inizio. 
Possibile che l'apertura di una libreria possa causare tanto clamore? Che qualcuno sia così infastidito e arrabbiato da arrivare a minacciare la vita di persone innocenti?


Un libro come questo più che per la trama, in ogni caso godibile nonostante alcune parti un pò lentine e da sbadiglio, si apprezza per le tematiche che solleva, soprattutto se il lettore è un divoratore di libri e si interroga spesso su cosa è diventato il mercato del libro, sulle abnormi quantità di titoli che ci vediamo passare davanti ogni volta che entriamo in libreria, quasi sopraffatti da tutta questa abbondanza di offerta, che non sempre è garanzia di qualità.

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