mercoledì 1 agosto 2018

Pippone che se fossi in voi non leggerei

Sì, ecco, non sono brava con gli incipit quindi via: non scrivo sul blog da un bel po' di tempo, chi mi conosce sa che il motivo è principalmente legato al fatto che l'estate per me coincide con il periodo di lavoro peggiore e che, abitando in montagna, preferisco poi passare il mio tempo libero all'aperto, in giardino o a fare passeggiate.

Ma è davvero solo questo il motivo? 



Ultimamente mi sono ritrovata a pensare se abbia davvero senso mantenere un blog così come sto facendo io, io che non mi sto impegnando al massimo, che non dò nessun contributo particolarmente originale o stimolante al dibattito sui libri, che rileggo miei vecchi post e sbadiglio di fronte alla loro disarmante banalità.

Lo ammetto, forse l'avevo anche scritto in uno dei primi post o nella presentazione, ho aperto il blog soprattutto per non perdere l'abitudine di scrivere, essendo finita dopo la laurea a fare lavori tutt'altro che intellettualmente stimolanti (con l'eccezione dell'anno passato in libreria), e allo stesso tempo per cercare di fissare alcune riflessioni relative a libri che mi avevano particolarmente colpito. Per me era (è) una sorta di baluardo contro la mia "regressione" intellettuale, così come lo è mantenere un profilo Instagram prevalentemente legato ai libri, è un modo per non dimenticarmi che comunque ho una formazione universitaria umanistica, anche se al momento quello che faccio è pulire le camere degli alberghi.
D'altra parte però mi rendo conto di come un utilizzo così sporadico e poco originale possa non servire proprio a nulla, e mi rendo conto soprattutto del fatto che ne avrete due palle di questo pippone ma nell'ultimo periodo quando penso a “cosa potrei scrivere sul blog” l'unico post plausibile mi pare questo, una sorta di pippone per l'appunto, dove cerco di capire se proseguire o meno con questo mio progetto personale, se fare qualche modifica, se devo solo metterci più impegno o se proprio ho perso tutta la passione e l'inventiva.



Dopo questa lagna fotonica, scritta anche demmè e riletta ancora peggio, vi saluto e vado a leggere, che sia mai mi vengano delle idee sfolgoranti.



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